I due pescatori, stavano così,
occhi fissi al galleggiante,
uno accanto all’altro, nell’aria stanca del pomeriggio,
l’acqua del mare era ferma immobile,
il cielo era terso e poche nuvole scure, lontane, sembravano essere state dipinte appena sopra l’orizzonte.
Manakel muoveva leggermente la canna una volta verso destra ed una verso sinistra
Damabiah ogni tanto girava lo sguardo verso Manakel ma senza parlare…
Poi ruppe il silenzio:
“I veri pescatori non parlano giusto?”
“Giusto Dam”
Di nuovo una lunga pausa, poi questa volta fu Manakel a rompere il silenzio
“Gli altri dove sono andati?”
“Ai Bunker”
“Quanti ne sono rimasti vivi?”
“Poche decine”
La spiaggia, tutta intorno e sotto di loro, era fittamente ricoperta da un tappeto di pesci morti di tutte le grandezze, ammonticchiati uno sull’altro
dalle alici alle spigole,
dai tonni alle balene,
tutta la battigia, da li a dove poteva spaziare lo sguardo, era uno sterminato, argenteo, zoo marino morto, ma all’aperto,
qua e la, di tanto in tanto, come a riposare su quell’immensa coperta argentata, giacevano caduti, in posizioni innaturali, gabbiani, piccioni, rondini, cornacchie qualche pappagallo, degli storni, un’upupa dalle piume bianche, tre cani, una decina di gatti, un uomo due donne ed un bambino.
Manakel fu il primo ad alzarsi e gettare la canna da pesca in mezzo alla massa putrescente
“Basta!”
Esclamò
“Ma come facevano a farsela piacere ‘sta cosa?“
“Non lo so non lo chiedere a me, sono qui da un po’ e mi sembra già un’eternità”
L’altro scoppiò a ridere sottolineando le parole di Damabiah
“Cosa hai detto?… Un’eternità hai detto?”
E scoppiarono a ridere entrambi.
“Una sigaretta?”
“No grazie ho smesso.”
E giù di nuovo a ridere
Manakel si chinò a raccogliere una sogliola morta e la tirò a Damabiah, lo colpì sulla schiena e poi scappò ridendo, i due allora si cominciarono a tirare pesci morti e a ridere…
Poi Manakel si fermò un momento e improvvisamente esclamò:
“L’ultimo che arriva alle cascate del Niagara è uno scemo”
e aprendo le sue bianchissime ali spiccò il volo,
e mentre Manakel volava via Damabiah gli strillò:
“Non è giusto Man, stai barando sapendo di barare, perché sia una gara regolare dobbiamo partire insieme”
ma anche se preso alla sprovvista scattò subito al suo inseguimento,
i due continuarono a farsi dispetti, afferrandosi per le ali e cercando di farsi precipitare reciprocamente…
Così facendo,
portando con loro l’eco di quelle voci e di quelle risate,
I due angeli custodi,
scomparvero presto oltre l’orizzonte.
