Guardo attento la tastiera,
non è un ansia e nemmeno un angoscia, sono solo attento,
guardo le dita che schiacciano i tasti uno dopo l’altro,
io sono veloce, non un campione del mondo, ma ho un diploma di dattilografia…
Non mi piace starmi a vantare, non lo tengo appeso al muro…
Poi era una cosa degli anni ’80, me lo fece fare mia madre, mi disse:
“Vedrai che servirà e comunque fa curriculum”.
Si certo, ovvio, prima la tastiera non la guardavo, ma dopo tutto questo tempo…
Un refuso…
Ma che cazzo…
Un cavolo di refuso…
Con gli anni mi sembra stiano aumentando…
Allora guardo meglio, scandisco bene le parole nella mente poi alla fine mi ascolto dettarmele a voce alta ed eccolo lì un altro errore, allora le parole me le detto a voce più alta… Magari aiuta.
Macché, un altro…
Allora faccio attenzione, questa volta voglio riuscire proprio a beccare il prossimo refuso…
Mi impegno e guardo i tasti senza battere le palpebre, fino quasi a farmi lacrimare gli occhi…
Questa volta sono sicuro…
Se sono abbastanza veloce con il pensiero, posso vedere quando digito un tasto al posto di un altro…
