Fantasma?
si?
Lo senti oltre le pareti?
si, è l’odore delle Genziane d’Agosto al di là delle colline e poi la corsa in bicicletta…
Mi avevi detto che avresti evitato di sognare
si, una sola ancora e poi vado a dormire
Vuoi dire un sogno ancora?
Si, una corsa tra le Genziane, mentre canto un valzer viennese in sella alla mia bicicletta…
Perché me lo rendi difficile?
Non lo so, non credo dipenda da me, io sono solo uno che sogna, sogni e odori delle colline e delle vite perdute.
Se continui a sognare dovrò chiuderti fuori da tutto…
… Allora starò buono…
Ma cominciò a raccontarmi:
Mi sono addormentato quattro giorni fa e da allora non ricordo altro che voci distanti, colori tenui, scivolati via….
Non sono lucido e a mala pena riesco a pensare… Sento… Credo di sentire… La tua voce… Ma tu chi sei?
Capii che di tranquillità quella notte non v’era più speranza ed allora, rassegnato, lo informai:
io sono un altro… Di un altro tempo…
… E questo cosa vuol dire?
Ne so quanto te, ti vedo vagamente, riflesso nelle pieghe del vento di polvere…
So che sei arrivato da quattro giorni e da allora mi stai sognando sopra… Copri ogni mio sogno seppur breve, ogni mio pensiero, con immagini distorte di altri mondi, ricordi, suoni e canzoni… Ne deduco che, probabilmente, sei rimasto collegato al posto dal quale provieni…
Fu così che me lo chiese:
Puoi aiutarmi?
Ci posso provare…
Dissi io, senza troppa convinzione,
E presi a recitargli una litania classica di metodi per il trapasso…
… Manciate di sale come se non ci fosse un domani, riti di passaggio, simboli, rune, lettura delle carte…
Ma qui purtroppo non abbiamo nulla di tutto questo… Servirebbe un medium… In alternativa uno che ne sappia di esoterismo… Vedi per caso una luce in fondo ad un tunnel?
No… Pensi che dovrò aspettare qui?
Immagino di si…
Per quanto tempo?
Non te lo saprei dire… … Per curiosità, sai giocare?
A cosa?… A carte?
No, a scacchi?
A scacchi me la cavo…
Bene risposi io… ma pensai subito … Speriamo… e di seguito… Dicono tutti così…
Fu così che mi avvicinai fluttuando ad un tavolino decrepito rimasto abbandonato in un angolo di quella stanza cadente di quella casa di legno pericolante, sul quale una scacchiera sembrava essere stata miracolosamente preservata dallo scorrere del tempo… i pedoni, le torri, i cavalli… Tutto perfettamente allineato…
Bianchi o neri?
Gli chiesi
Per me fa lo stesso
Mi rispose
Allora…. io per questa prima partitella di riscaldamento se per te va bene prenderei i bianchi…
Ok…
E poi gli spiegai:
i pezzi te li muovo io fin tanto che non capirai come fare per muoverli da solo… Io ci ho messo 1430 anni, ma se dovessi scommettere direi che tu, mi sembri più motivato…
Nel silenzio assordante di quella stanza completamente buia e vuota, se ci fosse stato un essere vivente, avrebbe potuto sentire il fruscio del pedone bianco muovere in e4…
E dopo un po’ il pedone nero rispondere scivolando lentamente in c5…
La difesa Siciliana… Si cazzo si…
