Siamo arrivati tardi, come sempre quando ti dai un appuntamento.
Abbiamo parcheggiato dietro alla Uno dei Carabinieri.
Come siamo scesi dalla macchina ci sono piovuti addosso personaggi di ogni:
quello che vende le rose, la zingara che ti vuole togliere il malocchio, quello che strilla che te vo’ fa sparà ai palloncini…
Mi giro a ridere e dico…
“A Pingo… Che la voi ‘na rosa?”
E lui veloce mi risponde:
“Prima de regalamme ‘na rosa me devi chiede da uscì…”
Scoppiamo tutti a ride…
A destra del porchettaro c’è quello co la macchina dello zucchero filato, poi quello delle musicaset
Le persone camminano distratte tra i banchetti del mercato, mentre In fondo a destra sul palco, con le luci appena accennate, stanno suonando i “Tristi ma sinceri” un gruppo folk che suona vecchie canzoni romanesche,
fanno solo un concerto all’anno, sono lì perché il batterista è il nipote del Presidente della Pro-Loco.
Nella piazza semi vuota, alcuni aspettano i fuochi d’artificio il resto non aspetta proprio un cazzo.
Siamo i soliti, io, PingoPongo, Cicciopuzzo e ZioPietro…
Siamo venuti con la Citroen Ax GTI 1.4 de Zio che tra parentesi è anche l’unico che ha un lavoro.
Prima ci muovevamo con la Uno Turbo di PingoPongo poi ha pensato bene di farla decollare
giù dal ponte de’ l’Olimpica al curvone prima de Piazza Pio XI, per fa a corse co Bellicapelli,
è arrivato de quarta piena e invece de fa la curva è ito dritto.
Anzi che s’è fatto solo du settimane d’ospedale.
“Giovani?… Pjatevela ‘na majetta co’ scritto Ailoviu”
Cicciopuzzo che è arrivato fino alla seconda media gli dice:
“Guarda che è sbajata la scritta, se vede che nun ce capisci gnente de grammatica..”
“Perché come devesse scritto?”
“Coll’Acca… Hai Loviu”
“E perché?”
“Perché è inglese, Hai, è considerato verbo, tu ce lo devi da ‘Havere’ l’amore mica too regalano”
“Aaa è vero”
“èèèh… e dajeee”
Siamo arrivati proprio sotto al palco mentre “er Tracina” er chitarrista, s’è lanciato in un assolo che ha infilato a forza, ginocchio a terra e camicia aperta fino alla cinta, prima dell’ultima strofa de “Fatece largo che passamo noi….”
e mi rendo conto che lo sto a guardà solo io, la piazza oramai è deserta sono tutti ai giardinetti, si sente il primo scoppio…
Quello che avvisa che stanno per fare i fuochi artificiali.
Un bambino per mano alla mamma piange che cor botto s’è spaventato, lei lo trascina via…
“Bono amore de mamma nun piagne, che n’è gnente so i fochi d’artificio viè che se n’annamo daje”
Alcuni stanno a naso in su in piedi sulle panchine… Probabilmente sò convinti che da lì sò più vicini al cielo e li vedono mejo.
I fuochi durano in tutto 7 minuti, ma a 3 minuti dall’inizio una delle batterie si rovescia e comincia a sparare bomboni radenti rosso-verdi luminosi tra i piedi delle persone…
Fuggi fuggi generale…
So rimasti solo quelli in piedi sulle panchine… E noi nascosti dietro agli alberi…
A questo punto decidiamo che, per essere Domenica, la serata è stata già discretamente avventurosa e ci avviamo alla macchina…
Incrociando due ragazzette che stanno a parlà tra loro lo Zio Pietro non ci pensa due volte:
“A belleeee”
E glielo grida forte, mentre stanno a meno de un metro…
“Mavatten’affanculo a cojone m’hai fatto pja ‘n’corpo”
Dice quella con i capelli rasati con misurata dolcezza…
Tutto il resto è molto silenzio, anche in macchina, anche durante tutto il viaggio di ritorno…
Scendono tutti, io sono l’ultimo…
“Bella Zio, bella serata… La dobbiamo rifare”
“Si… Buonanotte…”
“Oh meraccomando èè”
“Si si.. Te chiamo io”
Me dice lo Zio….
E’ l’una e mezza, e mentre mi richiudo la porta alle spalle piano per non far rumore sento mio padre dall’oscurità della sala da pranzo che sussurra:
“Ma ‘ndo cavolo sete stati fino a quest’ora,? Ce lo sai che tu madre se preoccupa”
Mia madre dorme ma non dico nulla
e incasso anche la seconda frase:
“Beato te che npensi a ‘ncazzo solo a divertitte… Tu e l’amici tua drogati”
“Notte Pa’”
“Se… Che notte e notte io mo me vesto e vado a lavorà ai mercati generali a scaricà le cassette de frutta e verdura, mica come te che te vai a divertì”
Spengo la luce…
e girandomi nel letto penso che devo esse rimasto prigioniero in un tunnel de noia e disperazione…
Come in quei film dove entri in un loop che te fa rivive sempre la stessa merda tutti i giorni….
Quasi quasi domani, a sto tunnel, je dò na pulita e me l’arredo…