Mi scusi Signor Eugenio?
Si mi dica?
Il portiere appena un passo oltre la sua guardiola, rimaneva indugiando nell’androne di quel palazzo signorile vicino alle scale…
Sono sue queste speranze?
E mentre lo chiedeva, gli indicò un punto astratto a mezz’aria, a circa un metro d’altezza.
Non credo…
Disse l’uomo cercandosi distrattamente nelle tasche, prima quella interna della giacca, poi in quelle dei pantaloni scuri.
Pensavo le fossero cadute… Pensavo fossero sue…
No, penso proprio di no e poi… Mi scusi la curiosità… Cosa le fa pensare che siano proprio le mie?
Ma… Non so… Forse l’idea che mi sono fatto di lei…
E quale sarebbe quest’idea?…
Il Signor Eugenio era uno di quelli che odiavano tutte le persone che lo giudicavano basandosi su delle sensazioni o peggio su preconcetti classisti, politici, religiosi o quant’altro…
E nonostante quella mattina fosse leggermente in ritardo decise di andare a fondo nella questione, anche se questo, probabilmente, avrebbe causato delle emozioni dalle quali egli rifuggiva come fossero la peste…
Il Signor Eugenio fece una mezza piroetta su se stesso tornò due passi indietro e si trovò il viso del portiere alla stessa altezza del suo, sebbene egli fosse tre gradini più in basso…
Mi scusi…
Disse il portiere cercando di non incrociare lo sguardo con quell’uomo, che ora, sembrava decisamente contrariato…
Voglio essere chiaro con lei…
Disse l’uomo rivolgendosi al portiere in maniera decisa…
Glielo dirò una volta per tutte e mi faccia la cortesia di non ritornare più su questo argomento…
Io non ho speranze, non ne avevo ieri, non ne ho oggi e sicuramente non ne avrò domani ed il fatto che possa credere il contrario… Beh, questo mi offende…
Mi offende sentirlo proprio da lei che mi vede tutti i giorni passare qua davanti alla sua guardiola ed uscire tutti i giorni da questo portone sempre con la stessa espressione malinconica, quindi non mi venga più a parlare di speranze…
Mi scusi… Probabilmente saranno cadute al figlio dei signori Froppellacci quelli del terzo piano…
Ecco bravo probabilmente saranno le sue…
Il portiere si chinò leggermente, tese una mano nel luogo che aveva indicato per tutto quel tempo, la strinse ed immediatamente tra le dita comparvero alcuni piccoli globi di luce,
luminosi come sa esserlo la stella Sirio in una notte limpida e senza luna, devo dire però che nonostante fossero così luminosi la luce che emanavano non dava fastidio agli occhi.
… Allora queste speranze…
Disse il portiere con la testa bassa
Le terrò qui nella guardiola insieme agli ombrelli smarriti fino a che qualcuno non venga a reclamarle… Mi scusi ancora Signor Eugenio… Non volevo offenderla…
E rientrando nella guardiola, le spinse nel portaombrelli, accennando ancora a delle scuse molto impacciate…
Mi dispiace…
Fa nulla, fa nulla… Adesso devo andare, porti i miei rispetti a sua moglie…
Disse il Signor Eugenio tagliando corto e poi, appena il portone si richiuse, bofonchiò una mezza frase… Che però il portiere non ebbe modo di ascoltare…
Speranza… Speranza, ma quale speranza… Imbecille…
Fate attenzione,
Molti portieri , la mattina, quando trovano le speranze perdute dalle persone che passano negli androni dei palazzi, le mettono sempre nei portaombrelli dove vivono gli ombrelli dimenticati…
Quindi ,se un giorno il vostro portiere, con la scusa della pioggia, cercherà di rifilarvene uno, state attenti,
controllate che dentro non vi siano dei piccoli globi di luce,
uno di quei globi aprendo l’ombrello potrebbe colpirvi…
Si dice possa causare immediatamente, una speranza devastante
e alcuni di voi, non hanno difese immunitarie che possano combatterla.