Giuro,
m’era sembrata differente, fin da subito, differente,
con questo, non voglio scusarmi, non voglio trovare appigli, escamotage un mezzuccio o una scappatoia…
Lo giuro….
Penso di non averne capito a pieno ogni sfumatura, ogni possibilità,
ogni differente bivio,
ogni colore,
ogni frase,
ogni respiro…
Poi quella cosa del libero arbitrio, io che di arbitri ho sempre e solo pensato a quei vestiti neri, fischianti, dei campi erbosi…
Proprio non l’avevo capita…
Invece quella cosa del sonno e della veglia si,
certo che l’ho capita,
e mi sono impegnato a cercare di riposare il corpo e la mente,
forse anche troppo a lungo… Non lo so…
Le storie mie?
Sono quelle di tutti.
“…E d’ogni storia ne farò un sasso tirato a pelo d’acqua,
cercando di farle rimbalzare mille volte,
così che restino visibili ai loro occhi il più possibile…
poi il peso, la gravità e la noia le tireranno sul fondo
fino a farle sparire….”
Le persone?
Non lo so, le ho viste passare,
qualcuno di loro è rimasto più tempo, camminando…
Chi al fianco di chi?
Non ricordo nemmeno questo.
Non so nulla
non ho capito nulla
e vorrei riprovare,
ma la vita è una,
scorre e si consuma.
Giuro, non avevo capito,
non avevo capito niente
e se lo scrivo,
è perché spero,
valga come avviso:
“A chi vive, almen che viva”
