Aria a mare
sapore d’anime a vento
di tende a vento
nella penombra del pomeriggio
dal tavolo, seduto guardo, a fuori
sul pavimento porta aperta, a sabbia
ogni cucchiaio, a tondo
se piaceva si mangiava
se piaceva si mangiava.
Odore a fiori
e d’acqua all’intorno
odore a erba
da baccelli sparsi a ricordare
pomeriggi stati ad aiutare.
Dal tavolo seduto guardo a fuori
dal pavimento spazzo ‘lo che resta a sabbia
ed ogni cucchiaio, a tondo
se piaceva si mangiava
se piaceva si mangiava.
Bicchiere a vino
bagnato di tovaglia a rosso
che la madre guarda a sbuffo,
sul pavimento resta, a polvere,
ed ogni cucchiaio a tondo,
al piatto vuoto,
non restava,
che se piaceva si mangiava
se piaceva si mangiava.
Il giorno poi si dormiva
cadendo lento, solo, a raggi,
a “shanghai” sparsi
fino a che no iva a notte
e sul pavimento recava, a illusione
ed ogni cucchiaio tondo ad insieme
ogni cucchiaio tondo a sapone…
Che se piaceva si ricordava
se piaceva si ricordava.